Settembre 2021 a Tbilisi la situazione non migliora

L’estate 2020 si chiuse con un numero crescente di contaminazioni il cui picco si sarebbe poi visto a fine novembre 2020 dovuto in parte alla pazza gioia sociale poco incline a seguire le regole per combattere un virus pensato erroneamente sconfitto dai piacevoli tramonti estivi. I bassissimi casi di contaminati e decessi avuti sino a maggio 2020 non certo potevano far pensare che l’estate 2021 si sarebbe confermata portatrice di una situazione ancora più precaria.

Negli ultimi 28 giorni, consultando il sito ufficiale stopcov.ge, si legge che si sono verificati 120794 casi con 1534 morti, incidenza di contaminazione terrificante rispetto al numero totale della popolazione. Da qui la decisione del governo di ripristinare varie restrizioni tra cui l’indossare sempre la mascherina e rispettare la relativa distanza sociale, blocco mezzi pubblici in città, divieto di riapertura asili e scuole.

La luce in fondo al tunnel in Georgia appare più lontana, dovuto al basso numero di vaccinazioni. Finalmente però possiamo dire che la campagna di vaccinazione ha preso un ritmo diverso grazie all’arrivo a luglio e agosto di ingenti dosi di Pfizer che portano anche i più scettici (forse a ragione) su Sinoparm, Sinovac e Astrazeneca a non avere più scuse a procedere col vaccinarsi.

Al momento la Georgia rimane nella lista E dei paesi ad alto rischio per indice di contaminazione e sino al 25 ottobre 2021 vede prorogate tutte le restrizioni sia per arrivare che per raggiungere l’Italia con pcr test obbligatorio (anche per chi è già vaccinato in Italia o in Georgia) e 10 giorni di auto isolamento (fonte viaggiaresicuri.it).


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